Postwar Italian Art History Today: Untying the Knot

Postwar Italian Art History Today: Untying the Knot (Bloomsbury Publishing, 2018).

Postwar Italian Art History Today brings fresh critical consideration to the parameters and impact of Italian art and visual culture studies of the past several decades. Taking its cue from the thirty-year anniversary of curator Germano Celant’s landmark exhibition at PS1 in New York – The Knot – this volume presents innovative case studies and emphasizes new methodologies deployed in the study of postwar Italian art as a means to evaluate the current state of the field. Included are fifteen essays that each examine, from a different viewpoint, the issues, concerns, and questions driving postwar Italian art history. The editors and contributors call for a systematic reconsideration of the artistic origins of postwar Italian art, the terminology that is used to describe the work produced, and key personalities and institutions that promoted and supported the development and marketing of this art in Italy and abroad.

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Un monumento al momento – Medardo Rosso e le origini della scultura contemporanea

Un monumento al momento – Medardo Rosso e le origini della scultura contemporanea (Johan & Levi Editore, 2017).

Artista amato dagli artisti, a cominciare da Boccioni che ne elogia la carica sovversiva, Medardo Rosso (1858-1928) è autore di un’opera rivoluzionaria che non ha cessato di influenzare ogni nuova generazione di scultori. Precursore di tendenze che hanno trovato pieno sviluppo solo nel Novecento, Rosso ha avuto una fortuna postuma straordinaria, lasciando segni indelebili su artisti come Brancusi, Giacometti e Moore, ma anche su numerosi contemporanei: Fabro ha dichiarato un sostanziale debito nei suoi confronti, e Anselmo, di fronte alle sculture in cera, riconosce come la materia forgiata da Rosso vibri dall’interno, quasi avesse un cuore pulsante.

Fin dagli esordi, Rosso si pone un obiettivo irriverente: dematerializzare la scultura monumentale, che da eterna e celebrativa si fa con lui antieroica e capace di cogliere la fugacità del momento. Rivoluzionario lo è, però, anche nel travalicare le barriere geografiche in un’epoca in cui l’arte è fortemente definita dai confini nazionali. Cresciuto all’indomani dell’Unità d’Italia e disilluso dalle mancate promesse del Risorgimento, lascia il paese nel 1889 per trasferirsi a Parigi dove trascorrerà buona parte della sua vita. Emigrato per scelta e cosmopolita per vocazione, la sua personalità indomita lo rende ostile ad appartenenze di sorta, ma ricettivo verso ogni stimolo della modernità, dai nuovi canali di comunicazione ai progressi della fotografia, che gli consentono di attingere a una varietà di fonti visive e, a sua volta, di far circolare la propria opera come mai prima. Lavorando su piccola scala, inoltre, Rosso rende la più statica e pesante delle arti un prodotto facilmente trasportabile, in linea con le strategie poco ortodosse che elabora per promuovere il proprio lavoro.

Questo saggio è il primo a collocare l’attività di Rosso in una prospettiva storica e transnazionale offrendo un’alternativa al racconto canonico sulla nascita della scultura moderna. Se da sempre si è assegnato a Rodin il ruolo di isolato ed eroico innovatore, Sharon Hecker restituisce il giusto peso a un artista che ha anticipato molte pratiche divenute oggi comuni nel vocabolario artistico globale.

 

A Moment’s Monument – Medardo Rosso and the International Origins of Modern Sculpture

A Moment’s Monument – Medardo Rosso and the International Origins of Modern Sculpture (Berkeley: University of California Press, 2017).

Medardo Rosso (1858–1928) is one of the most original and influential figures in the history of modern art, and this book is the first historically substantiated critical account of his life and work. An innovative sculptor, photographer, and draftsman, Rosso was vital in paving the way for the transition from the academic forms of sculpture that persisted in the nineteenth century to the development of new and experimental forms in the twentieth. His antimonumental, antiheroic work reflected alienation in the modern experience yet showed deep feeling for interactions between self and other. Rosso’s art was transnational: he refused allegiance to a single culture or artistic heritage and declared himself both a citizen of the world and a maker of art without national limits. In this book, Sharon Hecker develops a narrative that is an alternative to the dominant Franco-centered perspective on the origin of modern sculpture in which Rodin plays the role of lone heroic innovator. Offering an original way to comprehend Rosso, A Moment’s Monument negotiates the competing cultural imperatives of nationalism and internationalism that shaped the European art world at the fin de siècle.

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